Miretti prima cessione della juventus? ecco il ragionamento dietro
La gestione finanziaria della Juventus entra nella fase decisiva e il calciomercato assume un ruolo centrale: entro il 30 giugno il club bianconero deve mettere a bilancio una plusvalenza di circa 13 milioni di euro. Con la guida operativa di Giovanni Carnevali, la priorità diventa chiara, perché i vincoli del Fair Play Finanziario UEFA richiedono cessioni in tempi rapidi per allineare l’esercizio 2025/26 al percorso verso il pareggio di bilancio fissato per il 2027/28.
cessioni Juventus: la plusvalenza da 13 milioni e il rigore sul mercato
Il quadro economico impone una sequenza precisa: prima si incassano risorse tramite operazioni in uscita, poi si affrontano le altre esigenze della rosa. L’assenza di margini immediati, unita all’attesa del nuovo settlement agreement, spinge la Juventus a stringere i tempi sulle trattative.
In questa cornice, la lista dei sacrificabili viene ricalibrata e l’obiettivo diventa trasformare le uscite in valore contabile, mantenendo il più possibile il controllo degli impatti sportivi e i livelli di esborso.
Fabio Miretti in cima: l’asse caldo con il Bologna
Tra i profili considerati, Fabio Miretti emerge come il nome più avanzato per una possibile partenza. Il centrocampista classe 2003, reduce da una buona annata in prestito al Genoa, punta a ottenere maggiore continuità sul campo e guarda con interesse a un approdo dove la titolarità possa diventare più stabile.
Il gradimento verso il Bologna risulta già espresso, mentre sullo sfondo restano i contatti di Villarreal e Como, entrambi segnalati come pretendenti. La spinta emiliana, però, avrebbe accelerato il confronto.
Bologna-Juventus: offerta da 14 milioni e richiesta vicina
Il direttore sportivo del Bologna, Giovanni Sartori, avrebbe formulato un’offerta da 14 milioni di euro, che si pone un milione sotto la richiesta iniziale della Juventus. Il nodo principale riguarda quindi l’allineamento economico tra domanda e proposta.
La trattativa viene descritta come legata a un’operazione più ampia, con il Bologna che valuta con attenzione l’inserimento di un profilo tecnico preciso.
Jhon Lucumì come snodo: clausola e possibile sconto
La strategia ruota attorno al futuro di Jhon Lucumì. Il difensore colombiano sarebbe coerente con l’identikit del centrale mancino che la Juventus cerca, includendo anche una clausola rescissoria da 28 milioni attivabile a luglio.
Il Bologna risulterebbe disposto a concedere uno sconto in caso di maxi-operazione complessiva. Nel frattempo, la Juventus punta a limitare l’esborso, mantenendo una distanza economica tra i due club ancora da colmare.
scenari alternativi: profili minori, colonne di prima linea e urgenza contabile
L’urgenza di fare cassa rapidamente amplia il ventaglio delle possibilità esplorate dalla dirigenza, soprattutto perché le soluzioni interne sarebbero limitate. Le opzioni considerate vengono ricondotte a tre macro-aree.
profili minori e cessione futuribile: Cabal e Adzic
Tra i nomi presi in considerazione rientrano profili valutati come futuribili, come Cabal e Adzic. Il limite evidenziato è che queste uscite, da sole, non garantirebbero da soli la quota necessaria per sistemare i conti entro le scadenze fissate.
colonne della rosa: impatto sportivo e margini economici
Un’altra strada riguarda le possibili cessioni di elementi più strutturali. Si citano scenari come quelli legati a Gatti o Di Gregorio: operazioni di questo tipo verrebbero considerate dolorose e in grado di stravolgere l’assetto arretrato. In parallelo, viene anche indicato che asset pesanti come Koopmeiners e Openda non fornirebbero margini per ottenere benefici immediati nel senso richiesto dall’urgenza contabile.
David e Cambiaso: scelta condizionata dalla volontà e dalla soglia economica
Il caso David viene descritto come un’ipotesi molto difficile: Jonathan David, arrivato a parametro zero, avrebbe già ribadito di non voler lasciare Torino. Di conseguenza, l’opzione indicata come più concreta per fare cassa subito si concentrerebbe su Andrea Cambiaso.
Per Cambiaso però la Juventus non accetterebbe proposte sotto una soglia minima di 35 milioni di euro, rendendo la valutazione fortemente condizionata dal mercato e dal livello dell’offerta.
