Tardelli vlahovic in debito accetti la proposta juve

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Tardelli vlahovic in debito accetti la proposta juve

Marco Tardelli, ex calciatore della Juventus e della Nazionale, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport toccando temi legati a prestazioni, mercato, scelte societarie e rinnovi. Le dichiarazioni riguardano anche la stagione in Champions, il rendimento di alcuni giocatori chiave e la necessità, secondo il suo punto di vista, di ricostruire basi solide sia sul campo sia nello spogliatoio.

juventus: tardelli sul tracciato in champions e sul “destino” non controllato

Tardelli sostiene che la Juventus non abbia mai dato l’impressione di essere realmente padrona del proprio destino. Secondo le sue parole, due partite fondamentali sarebbero state sbagliate, generando un percorso difficile da spiegare anche a mente fredda. Il quadro, nella lettura proposta, si collegherebbe anche a problematiche presenti in società, con un giudizio netto sul tema della credibilità delle figure dirigenziali: la mancanza di passione e amore per la maglia bianconera viene indicata come elemento centrale.

calciomercato juventus: tardelli mette in discussione il piano tecnico

Il ragionamento sul mercato diventa ancora più diretto quando Tardelli commenta quanto realizzato negli ultimi passaggi. Parte del focus è su una mancata corrispondenza tra promesse e realtà: la Juventus, nella sua lettura, avrebbe smarrito quella versione capace di competere con continuità e autorevolezza.

spalletti e comolli: tardelli esclude colpe per spalletti e parla di scelte legate alla champions

Interpellato su un’eventuale rottura tra Spalletti e Comolli, Tardelli evita di entrare nel merito del confronto. Ciò che mette al centro è un principio generale: i giocatori più forti scelgono le squadre che giocano la Champions League, indicandolo come unica leva di peso nei movimenti estivi.

Nel bilancio dell’estate precedente, vengono citati gli arrivi di David e Openda, descritti come colpi attesi con aspettative elevate. Tardelli riconosce che si sarebbero investiti molti soldi per formare una squadra che, per come si è sviluppata la stagione, non sarebbe emersa con la forza promessa. In questo contesto, chiarisce anche un punto preciso: Spalletti non avrebbe responsabilità nella vicenda.

spalletti: lavoro giudicato positivamente, ma i risultati non sono bastati

Tardelli riconosce a Luciano Spalletti un buon lavoro, “a prescindere” dalle ultime uscite negative che avrebbero compromesso il piazzamento in Champions. Secondo la ricostruzione proposta, la Juventus avrebbe pagato il calo di Yildiz e di altri profili chiave. Il contributo di Vlahovic, pur indicato come importante, non sarebbe stato sufficiente.

vlaovic alla juve: tardelli su costruzione della squadra e condizioni per il rinnovo

Al centro del confronto c’è Dusan Vlahovic. Tardelli sostiene che la squadra dovrebbe essere costruita attorno a lui, a patto che stia bene fisicamente. Nel suo racconto, Vlahovic viene descritto come giocatore pronto, affidabile e sicuro, con una capacità di realizzare gol costante nel tempo.

Il punto discriminante viene individuato nel modo di giocare: Tardelli afferma che il serbo si esalti quando i bianconeri giochino per lui; in caso contrario, la resa diventerebbe più complessa. Nel finale di stagione, secondo quanto dichiarato, il giocatore sarebbe tornato in sé, trovando una condizione migliore grazie anche alla fiducia mostrata dall’allenatore fin dal primo giorno.

rinnovo di vlahovic: “debito” con la juve e adeguamento dell’ingaggio

Nel tema del rinnovo, Tardelli collega la continuità del giocatore al danno sportivo che deriverebbe dalla sua perdita: perdere Vlahovic sarebbe un danno e, nella sua lettura, in rosa non ci sarebbero profili in grado di sostituirlo sul piano dello spessore tecnico. Sul fronte economico, il peso della componente economica e delle volontà del giocatore viene indicato come determinante.

Tardelli afferma inoltre che Vlahovic dovrebbe prendere atto della propria situazione negli ultimi anni, definendo la necessità di restituire qualcosa indietro accettando le condizioni del club per l’adeguamento dell’ingaggio. Se l’elemento motivazionale legato alla fiducia di Spalletti non fosse sufficiente, Tardelli conclude che la Juventus dovrebbe liberarsene.

cessione bremer e logica del mercato: tardelli chiede alternative più forti e meno costose

Sul tema della cessione di Bremer, Tardelli riconosce che fare cassa sia un passaggio obbligato quando si decide di vendere. Al contempo, sottolinea che, se si cede un giocatore con un certo status, diventa necessario trovarne uno più forte e con un costo inferiore. Le sue parole mettono in discussione la coerenza del racconto sul mercato, definendo incoerente parlare di “mercato eccezionale” se si lasciano andare via profili paragonabili a quelli ceduti.

La critica prosegue con un’immagine efficace: limitarsi a tenere stretti i “colpi top” già presenti sarebbe più logico rispetto a voler se ne privare. Nella sintesi proposta, il meccanismo descritto si trasformerebbe in una spirale senza via d’uscita.

di gregorio e problemi di porta: tardelli indica priorità diverse

Riguardo a Di Gregorio, Tardelli definisce chiari agli occhi di tutti gli errori dell’ex Monza. Pur riconoscendo che il tema della porta sia un problema, segnala che non costituirebbe la questione più urgente: nella sua visione, ci sarebbero altri aspetti più prioritari da affrontare.

carenza di leadership nella juventus: manca un punto di riferimento nello spogliatoio e in campo

Uno dei passaggi più importanti riguarda la leadership. Tardelli afferma che a questa squadra manchi la giusta dose di giocatori capaci di rappresentare un riferimento. La lettura è che manchino figure sufficientemente strutturate e definite sotto questo profilo, con l’aggiunta che alcuni sarebbero diventati protagonisti con dichiarazioni che non sarebbero piaciute.

Nel quadro delineato, si cerca qualcuno capace di dare l’esempio in campo come nello spogliatoio. Tardelli richiama il modello rappresentato da Modric al Milan per gran parte della stagione, presentandolo come esempio di leadership. A suo avviso, oggi è più difficile diventare un punto di riferimento perché nella rosa bianconera non ci sarebbe più uno zoccolo duro azzurro, elemento che renderebbe più complicato farsi ascoltare e imporsi. Alcuni avrebbero provato a inserirsi in quel ruolo, senza risultati.

personaggi citati nelle dichiarazioni

  • Marco Tardelli
  • Dusan Vlahovic
  • Luciano Spalletti
  • Comolli
  • David
  • Openda
  • Yildiz
  • Bremer
  • Di Gregorio
  • Modric
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