Viviano furia contro Comolli: Giuntoli ha fatto 150 volte meglio
L’ultima diretta di TvPlay ha acceso un acceso confronto sul lavoro della dirigenza bianconera, con Emiliano Viviano protagonista di interventi particolarmente netti. Al centro del dibattito c’è l’operato dell’attuale DS Damien Comolli, giudicato attraverso un confronto diretto con l’ex DS della Juventus Cristiano Giuntoli.
Emiliano Viviano contro Comolli: confronto con Cristiano Giuntoli
Secondo Viviano, la gestione di Giuntoli va letta considerando la complessità del compito assegnato: risanare i conti della società senza compromettere la competitività. Su questa impostazione, l’ex portiere ha impostato un paragone che ha avuto toni decisamente duri, con l’obiettivo di evidenziare una differenza di metodo tra le due figure dirigenziali.
Le parole di Viviano si sono tradotte in una critica esplicita: “Dimmi un acquisto decente che ha fatto Comolli. Giuntoli è 150 volte meglio.” La motivazione addotta riguarda il fatto che, nel caso della missione legata ai conti societari, la richiesta di intervento sul monte ingaggi avrebbe reso più semplice individuare la linea di lavoro, rendendo meno sostenibile la sola critica basata sul mercato.
Viviano ha poi insistito su un punto ritenuto centrale: non sarebbe corretto valutare un dirigente come se fosse un semplice gioco. Nel suo ragionamento, l’attività dirigenziale non si limita a comprare e vendere, ma richiede la capacità di gestire il gruppo e impostare un equilibrio complessivo.
Abbassare il monte ingaggi e gestire i costi: la tesi di Viviano
Il confronto tra le due esperienze dirigenziali si è ulteriormente delineato su un aspetto economico. Viviano ha sostenuto che, quando vengono richieste riduzioni di 50 milioni sul monte ingaggi, l’operazione sarebbe troppo agevole da criticare soltanto sul piano delle scelte di mercato.
Nel suo intervento ha contrapposto due approcci: da un lato Comolli, definito come figura che spende “di qua e di là”, dall’altro Giuntoli, chiamato a tagliare i costi. La critica non è rimasta sul numero di operazioni, ma si è concentrata sul tema della gestione complessiva, descritta come elemento necessario per guidare una squadra nel tempo.
Scelte tecniche: Di Gregorio e Koopmeiners nel mirino
Le parole di Viviano non si sono limitate alla dimensione economica. Il discorso ha toccato anche le scelte tecniche collegate a specifici nomi: Di Gregorio e Koopmeiners.
Viviano ha riconosciuto la possibilità che alcune decisioni possano rivelarsi sbagliate, affermando che “Magari Di Gregorio si è rivelato sbagliato”. Per Koopmeiners ha aggiunto un’idea più ampia: se fosse stato disponibile, “lo avremmo preso tutti”, sottolineando l’esistenza di un consenso diffuso legato al giocatore.
Nonostante questo riconoscimento, Viviano ha indirizzato la critica verso ciò che, a suo giudizio, sarebbe il cuore della questione: che cosa sia stato fatto operativamente da Comolli. Nel passaggio conclusivo del suo ragionamento, ha indicato i nomi considerati come esempi, spiegando che Comolli avrebbe preso “David e Openda”, con un giudizio espresso in modo netto.
figure citate nell’intervento
- Emiliano Viviano
- Damien Comolli
- Cristiano Giuntoli
- Di Gregorio
- Koopmeiners
- David
- Openda

