Vlahovic si è sentito tradito juve: cosa è successo e perché
La storia tra Dusan Vlahovic e la Juventus entra in una fase decisiva e mette a fuoco frizioni profonde, maturate nel tempo e rese esplicite da incontri che non hanno prodotto un reale allineamento. Dopo un periodo di entusiasmo legato all’arrivo a Torino, ora il clima si è trasformato in distanza, con posizioni economiche e di progetto che restano lontane. Il racconto ruota attorno a uno stallo definitivo, a un sentimento di mancato riconoscimento e a un addio consumato con modalità comunicative destinate a lasciare il segno.
Vlahovic e la versione del “tradimento”: sentirsi tradito dalla Juventus
Il punto centrale riguarda la lettura personale della vicenda: Vlahovic, secondo quanto riportato, respinge l’idea di aver “tradito” e ribalta la prospettiva. Il bomber serbo si dice infatti convinto di essere stato lui a sentirsi tradito da una società che, nel suo racconto, non lo ha mai considerato un vero capitano. Nonostante il ruolo di leader sul campo nel periodo dei lunghi infortuni, la percezione è che il riconoscimento non sia mai arrivato con la stessa forza e continuità.
L’addio viene descritto come solitario, legato a un momento di giugno: il contatto con i compagni avviene tramite WhatsApp, mentre la promessa relativa ai tifosi prevede un messaggio dedicato solo quando l’uscita diventerà ufficiale.
calciomercato: lo stallo con la dirigenza e le distanze tra le parti
L’ultimo confronto, collocato nella serata di martedì, viene presentato come la conferma di una spaccatura già delineata. Le parti avrebbero mostrato posizioni inconciliabili su aspetti cruciali.
proposta economica Juventus e rifiuto di alzare la posta
La Juventus mantiene la propria linea: nessun passo in avanti sul piano economico, con un rifiuto categorico ad alzare la cifra proposta.
entourage guidato da Milos: nessuno sconto rispetto alle pretese iniziali
Da parte del giocatore, l’entourage risulta guidato dal padre Milos, e la posizione viene indicata come ferma: nessuna concessione sulle richieste iniziali, senza margini di trattativa su una rimodulazione delle condizioni.
dialogo con Comolli quasi inesistente e tentativi di cucitura non decisivi
Restano, sullo sfondo, elementi di contesto: vengono riconosciuti rispetto istituzionale e lo sforzo di figure come Chiellini e Ottolini per provare a trovare un punto d’incontro. In parallelo, la connessione con l’amministratore delegato Damien Comolli viene descritta come praticamente assente. Nemmeno i tentativi personali di Luciano Spalletti sarebbero bastati a ricucire un rapporto ormai compromesso.
progetto sportivo e orgoglio di campo: la doppia cifra e il peso degli infortuni
Nel racconto delle motivazioni, entra con forza il rendimento personale: nonostante i tanti infortuni, Vlahovic viene indicato come l’unico attaccante della rosa a chiudere la stagione con la doppia cifra di gol. Questo dato si collega a un contesto più ampio, in cui la Juventus non sarebbe riuscita a superare il “nove” con piste legate a David e Openda.
interessamenti italiani ed europei: un possibile rinnovo biennale a determinate condizioni
Di fronte a vari interessamenti, tra cui Bayern Monaco, Barcellona, Milan e Napoli, Vlahovic avrebbe anche considerato la permanenza. La versione descrive una disponibilità a sottoscrivere un rinnovo biennale pur di rimanere a Torino.
La condizione posta viene però indicata come imprescindibile: restare pietra angolare del progetto. L’idea di essere messo da parte dopo appena dodici mesi, con un contratto in cui restava ancora da smaltire solo un anno, viene riportata come elemento non accettabile.
addio su WhatsApp e promessa ai tifosi: quando diventerà ufficiale
La chiusura della vicenda viene rappresentata senza vincitori: Vlahovic si sottrae alle accuse di tradimento e dichiara di vivere la rottura come conseguenza del mancato trattamento da capitano. Il congedo, fissato in un singolo giorno di giugno, passa dal canale WhatsApp per salutare i compagni, con una promessa di dedicare un messaggio ai tifosi soltanto quando l’addio sarà ufficiale.
figure citate nella vicenda
- Dusan Vlahovic
- Milos (padre e parte dell’entourage)
- Damien Comolli (amministratore delegato)
- Luciano Spalletti
- Chiellini
- Ottolini
- Pavel Nedved
- David
- Openda
- Bayern Monaco
- Barcellona
- Milan
- Napoli
