Juventus, sei fattori chiave che hanno deciso la stagione e portato alla sconfitta
La stagione 2025/26 lascia dietro di sé un bilancio difficile da metabolizzare per la juventus: dopo anni in cui il traguardo del piazzamento utile alla champions league sembrava rientrare tra le priorità garantite, la squadra è rimasta fuori dalla top four. Con il campionato ormai archiviato, l’attenzione si concentra sulle cause che hanno portato a un risultato netto e non in linea con le attese iniziali.
juventus fuori dalla top quattro: il contesto della stagione
All’avvio del percorso, la squadra guidata da igor tudor partiva con aspettative considerate contenute. L’orizzonte minimo rimaneva legato alla qualificazione in champions league, coerentemente con quanto avvenuto negli anni più recenti. Il quadro, però, è cambiato: la juventus, per la prima volta dopo il periodo di luigi delneri (escludendo la campagna 2022/23, penalizzata da una deduzione di punti), non è riuscita a chiudere tra le prime quattro.
igor tudor e la conferma poi rivelatasi insufficiente
Nel finale della stagione 2024/25, la società ha provato a riavvicinare antonio conte. Il tentativo, però, non è andato a buon fine: aurelio de laurentiis lo ha convinto a restare a napoli per un’ulteriore annata. Nel frattempo, i contatti tra la roma e gian piero gasperini hanno mostrato segnali di avanzamento.
Con la ricerca di un profilo di vertice senza alternative realmente disponibili e affrontando l’urgenza legata al club world cup, damien comolli ha scelto di confermare igor tudor, puntando sull’impulso ottenuto con il raggiungimento della qualificazione ucl. La scelta, però, ha richiesto un’inversione di rotta dopo soltanto due mesi: l’inizio di stagione è stato giudicato pessimo, caratterizzato da una serie di risultati negativi con un cammino senza vittorie in otto partite.
arrivo di spalletti: decisione corretta ma con il ritardo
L’inserimento di luciano spalletti si è rivelato una scelta ritenuta efficace sul piano sportivo, ma la squadra era già costretta a inseguire. Questo scarto iniziale ha finito per condizionare il resto del percorso, rendendo più complesso recuperare posizioni nella corsa europea e gestire la pressione nel finale.
campagna estiva e finestra di gennaio: innesti e mancate esigenze
sessione estiva 2025: quattro acquisti e nessun impatto risolutivo
La campagna trasferimenti estiva 2025 viene descritta come un disastro. damien comolli ha ingaggiato jonathan david, joao mario, lois openda ed edon zhegrova, ma nessuno di questi avrebbe dimostrato un valore realmente decisivo per la stagione.
mancanza di un centravanti: gennaio migliore ma insufficiente
Rispetto all’estate, il mercato di gennaio risulta migliorato: arrivano jeremie boga ed emil holm. Tuttavia, secondo quanto riportato, spalletti aveva chiesto un centroavanti da inserire per sostituire dusan vlahovic, ancora indisponibile per altri tre mesi. La richiesta non viene soddisfatta, lasciando la squadra senza una figura identificata come punto di riferimento offensivo.
In assenza di un vero terminale, l’allenatore sarebbe stato costretto a puntare su davide e openda, descritti come soluzioni considerate poco convincenti. Ne deriva un interrogativo sul numero di punti potenzialmente persi legato alla mancanza di un uomo da area capace di incidere con continuità.
errori di di gregorio e conseguenze in porta
Nel bilancio dei problemi viene indicata anche la prestazione di michele di gregorio. Pur scegliendo un singolo elemento sarebbe giudicato severo, gli episodi vengono descritti come costosi: il portiere, indicato come di 28 anni, avrebbe concesso reti evitabili, spesso già dalla prima conclusione verso la porta.
Negli ultimi mesi spalletti lo avrebbe relegato in panchina, ma un’occasione ulteriore si sarebbe presentata con l’infortunio di matteo perin. In quell’opportunità, però, il portiere non avrebbe saputo sfruttarla al meglio. Nel racconto resta anche il richiamo a quanto avvenuto in precedenza: il riferimento è al portiere del monza insignito nel 2024 come goalkeeper of the year in serie a.
episodi arbitrali: errori che incidono prima e dopo il derby d’italia
Tra le criticità, oltre all’episodio kalulu-bastoni definito come il più noto, vengono segnalate numerose altre decisioni arbitrali che avrebbero ostacolato la juventus in diverse partite. Il riferimento comprende momenti collocati sia prima sia dopo il derby d’italia di febbraio, con citazioni anche per gli incontri contro hellas verona e lazio.
Viene richiamata la tesi secondo cui gli errori arbitrali si compenserebbero nel tempo, ma nel caso descritto tale equilibrio non sarebbe avvenuto, con ricadute negative nel percorso stagionale.
mancanza di carattere nei momenti decisivi
Nel finale della stagione, spalletti sintetizza il problema principale con l’idea che la squadra non disponga del carattere richiesto. La descrizione collega questa carenza al modo in cui la squadra avrebbe sofferto la pressione, soprattutto nel penultimo turno contro fiorentina.
Secondo il quadro riportato, un gruppo più forte mentalmente avrebbe mantenuto la gestione delle emozioni e preservato il vantaggio nella corsa alla champions league. Nel racconto, il punto centrale diventa la rarità crescente di leader autentici nello scenario di continassa, elemento che avrebbe contribuito alla difficoltà nei finali di partita e nelle fasi di maggiore tensione.
personaggi citati:
- igor tudor
- antonio conte
- aurelio de laurentiis
- gian piero gasperini
- damien comolli
- luciano spalletti
- luigi delneri
- jeremie boga
- emil holm
- dusan vlahovic
- jonathan david
- joao mario
- lois openda
- edon zhegrova
- michele di gregorio
- matteo perin
- kalulu
- bastoni
- michel sakr


