Moggi: giocatori della Juventus adatti solo allEuropa League secondo lui
La corsa europea della Juventus sta vivendo un passaggio decisivo, e il giudizio sulla stagione bianconera si concentra su punti specifici del rendimento e sulla qualità richiesta per competere nei grandi appuntamenti. Alla luce di quanto accaduto in campionato, Luciano Moggi non nasconde l’idea che per la squadra possa essere più realistico puntare a un posto in Europa League piuttosto che mirare con continuità alla Champions League.
juventus e moggi: dalla corsa champions all’idea europa league
Luciano Moggi ritiene che non sarebbe sorprendente vedere la Juventus accontentarsi di un posto in Europa League, considerando il livello complessivo della rosa. Il ragionamento prende le mosse dalla situazione di classifica: la squadra avrebbe potuto conquistare la Champions League evitando passi falsi nelle ultime due partite di campionato contro Fiorentina e Torino, indipendentemente dagli altri risultati.
Nel momento decisivo, però, è arrivata una battuta d’arresto casalinga: la Juventus ha perso contro la Fiorentina. L’esito del match ha provocato un salto indietro nella graduatoria, con il passaggio dal terzo al sesto posto nella classifica di Serie A.
fiorentina: pressing in profondità e juventus fermata nel suo gioco
Secondo Moggi, la Juventus ha incontrato difficoltà a penetrare l’area di rigore avversaria. La Fiorentina, invece, ha scelto di difendere in profondità, rendendosi pericolosa soprattutto nel contropiede.
Nel racconto dell’analisi, il nodo principale riguarda la capacità della squadra di costruire e imporre ritmo: Moggi sottolinea che, davanti ai propri tifosi, la Juventus deve costruire il gioco, ma non avrebbe il centrocampo adeguato per farlo.
centrocampo e qualità: il punto indicato da moggi
Moggi afferma che manca la qualità e il guizzo necessari per dominare le partite in casa. La sintesi del suo ragionamento è netta: in casa la Juventus dovrebbe prendere in mano le iniziative e organizzare la manovra, ma non avrebbe gli strumenti per farlo con efficacia.
Il dirigente mette anche in relazione l’andamento con la distribuzione dei risultati: i risultati peggiori della stagione arriverebbero soprattutto in casa, mentre lontano dallo Stadium le prestazioni migliorerebbero. Il motivo, secondo la lettura proposta, è legato a un assetto più difensivo: sedendo più bassi, puntando sul contropiede e sfruttando ripartenze, la squadra avrebbe la possibilità di segnare.
spazi concessi e occasione per un divario più ampio
Moggi aggiunge un ulteriore elemento tattico: quando la Juventus attaccava, avrebbe lasciato spazi enormi che la Fiorentina non avrebbe sfruttato pienamente. In un’altra lettura dello scenario, la Viola avrebbe potuto persino vincere con un margine maggiore rispetto al 2-0 finale. Secondo la visione espressa, per la squadra bianconera l’obiettivo in casa dovrebbe essere l’imposizione del proprio gioco, condizione che quasi mai si è verificata.
livello dei giocatori: moggi ridimensiona l’obiettivo champions
Per Moggi, la questione del posizionamento europeo si collega anche all’idea che l’attuale percorso della Juventus sia coerente con un rendimento più adatto all’Europa League. Anche se, sulla carta, la squadra avrebbe una possibilità marginale di rientrare tra le prime posizioni e provare a inserirsi nella top four, il parere espresso porta a considerare il destino della squadra come sostanzialmente già delineato.
Nel ragionamento di Moggi, il punto riguarda il livello della rosa: l’Europa League sarebbe una risposta “normale” per i giocatori attuali, mentre aspirare a un cambiamento radicale dell’immagine della squadra risulterebbe difficile.
se fossero arrivate vittorie: scenario alternativo e terzo posto
Moggi ricostruisce un’alternativa: se la Juventus avesse vinto entrambi i match, sarebbe arrivata in Champions League. Il terzo posto, invece, secondo la sua lettura, sarebbe stato favorito dal fatto che le squadre davanti avevano perso punti lungo il cammino.
spalletti e l’impostazione: assoluzione e merito riconosciuto
Per quanto riguarda il tecnico, Moggi assolve Luciano Spalletti da responsabilità specifiche. Sostiene che la persona che sta cercando di far emergere qualcosa dalla squadra sia proprio Spalletti. Al tempo stesso, Moggi dichiara di non voler commentare aspetti di cui non avrebbe piena conoscenza.
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