Spalletti e Juventus: come Bergomi ha interpretato la scelta su Khephren Thuram

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Spalletti e Juventus: come Bergomi ha interpretato la scelta su Khephren Thuram

La sfida tra Juventus e Hellas Verona ha acceso il dibattito tattico e tecnico, con un’analisi centrata su un momento decisivo della partita e su alcune scelte di gestione della rosa. Nonostante il controllo del possesso, i bianconeri hanno pagato una fase iniziale poco efficace, poi hanno reagito con intensità, trovando anche il pareggio, senza però riuscire a chiudere l’incontro.

juventus-verona: l’errore che sposta la partita

Secondo Giuseppe Bergomi, la Juventus avrebbe complicato il proprio cammino già nella parte centrale del primo tempo. Il riferimento è a quanto accaduto dopo 34 minuti, quando un errore di Gleison Bremer ha innescato l’azione che ha portato al gol iniziale con il colpo decisivo di Kieron Bowie.

Bergomi mette in evidenza che, in una partita in cui l’avversario tende a difendersi e a ripartire, subire il gol cambia subito l’equilibrio: dopo l’episodio iniziale diventa più arduo costruire occasioni realmente decisive.

il pareggio di vlahovic e le occasioni mancate

Nella ripresa Dusan Vlahovic entra in campo e, con la sua presenza, la Juventus ottiene l’aggancio. Al 62° minuto arriva infatti il gol del pareggio con una punizione straordinaria, descritta come un colpo di grande qualità che riequilibra la situazione.

Nonostante il risultato riportato in parità, però, la squadra di casa non riesce a trovare la rete vincente. Il protagonista negativo per la Juventus è il portiere Lorenzo Montipo, che mette in mostra parate “sensazionali”, respingendo tentativi che avrebbero potuto cambiare ulteriormente l’esito: i riflessi decisivi arrivano per negare le conclusioni di Francisco Conceicao e Edon Zhegrova.

bergomi: la chiave è nel momento del gol e nella gestione degli spazi

Nel suo commento post-partita, Bergomi concentra l’attenzione su un “snodo” fondamentale: la Juventus, pur dominando, avrebbe avuto bisogno di spezzare l’equilibrio in modo tempestivo. La mancata apertura presto avrebbe reso la partita più difficoltosa, soprattutto perché il Verona, una volta consolidato il vantaggio, si sarebbe chiuso più in profondità.

Per Bergomi, la lettura della gara porta anche a un’interpretazione precisa sulle situazioni di gioco:

  • Serve sbloccare presto quando l’avversario sta basso.
  • Se il gol arriva tardi, diventa difficile trovare varchi con continuità.
  • Il Verona, dopo il primo episodio, riesce a mantenere una struttura difensiva molto compatta.

spalletti: cambio offensivo e passaggio al 4-2-3-1

La seconda parte di gara vede un’impostazione più offensiva da parte di Luciano Spalletti. La scelta principale è l’uscita di Khephren Thuram con l’ingresso di Vlahovic, accompagnata da un cambio di modulo: si passa a un 4-2-3-1 con Jonathan David schierato in un ruolo più arretrato, alle spalle del serbo.

Bergomi valuta questa combinazione con severità, spiegando come l’accoppiata tra gli attaccanti non abbia prodotto l’impatto sperato. A suo giudizio, la ricerca della posizione corretta da parte di David e, in parte, anche di Vlahovic risulta chiara; inoltre, emergerebbe una mancanza di tiri dalla distanza, considerati cruciali contro un blocco difensivo schierato molto basso.

Un passaggio ulteriore del ragionamento riguarda proprio l’uscita di Thuram: la decisione, nel quadro descritto da Bergomi, non aiuterebbe a risolvere le difficoltà create nel trovare soluzioni alternative quando il Verona resta compatto.

combinazione vlahovic-david: perché non funziona secondo bergomi

Secondo Bergomi, la gestione dell’assetto offensivo con Vlahovic e David non garantisce il rendimento atteso. Pur esistendo l’idea che la coppia potesse funzionare come base di supporto, la percezione è che l’impostazione sia complessa da replicare efficacemente sul campo.

La difficoltà individuata riguarda la capacità dei due attaccanti di connettersi nei tempi e negli spazi giusti, con problemi anche nel ritmo delle iniziative: viene segnalato, in particolare, un affanno nel trovare libertà nelle corse palla al piede partendo da zone profonde.

soluzioni alternative citate: yildiz e zhegrova

Nel concludere la propria lettura tattica, Bergomi suggerisce che un cambio di profilo nel ruolo offensivo potrebbe dare maggiore contributo. Viene indicata come opzione una figura più adatta a portare idee e profondità, citando Kenan Yildiz ed Edon Zhegrova per un impiego più creativo, in una posizione paragonabile a mezz’ala offensiva o seconda punta.

i principali protagonisti citati nel commento

  • Giuseppe Bergomi
  • Luciano Spalletti
  • Khephren Thuram
  • Dusan Vlahovic
  • Jonathan David
  • Gleison Bremer
  • Kieron Bowie
  • Francisco Conceicao
  • Edon Zhegrova
  • Lorenzo Montipo
  • Kenan Yildiz
Beppe Bergomi
Kenan Yildiz in action against Como
Bernardeschi

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