Torino Juventus, spalletti parla con elkann: cosa non gli fa dormire la notte

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Torino Juventus, spalletti parla con elkann: cosa non gli fa dormire la notte

Luciano Spalletti, nel post-partita di Torino-Juventus, ha parlato ai microfoni di DAZN affrontando il pareggio nel derby e aprendo una riflessione ampia sull’andamento della stagione. Il tecnico bianconero ha concentrato il ragionamento sul percorso complessivo e sugli obiettivi che si delineano in vista della prossima esperienza europea, con il riferimento alla Europa League come cornice principale.

luciano spalletti: abbraccio al tifoso e messaggio sul clima nel calcio

Spalletti ha avviato l’intervento con un messaggio rivolto al tifoso rimasto gravemente ferito nel pre-partita. Le parole riportate includono un abbraccio espresso da parte di calciatori e società, accompagnato dalla richiesta di attenzione verso situazioni considerate inaccettabili sul piano della convivenza e del rispetto.

Il tecnico ha richiamato quanto appreso in precedenza riguardo a una decisione nello stadio che vieterebbe il bianco e nero in un settore. Nella ricostruzione di Spalletti, il punto centrale riguarda il divieto di indossare sciarpe anche per bambini, definito assurdo. Il concetto espresso ruota attorno alla convinzione che, se i colori diventano un limite, non sono i colori a rappresentare il problema, mentre è necessario evitare il ripetersi di episodi simili.

Nel prosieguo, Spalletti ha posto l’accento sull’aspetto umano e sul ruolo della società in termini di responsabilità. È stata sottolineata l’idea che un contesto fondato sulla violenza non abbia prospettive. Il messaggio ha poi collegato l’urgenza di un cambiamento del clima e della condotta, con l’affermazione che il calcio deve restare divertimento.

luciano spalletti sul pareggio: analisi della partita e lettura del percorso

Passando all’analisi sportiva, Spalletti ha definito la partita difficile, spiegando che a fine primo tempo la squadra sapeva di trovarsi in una condizione di svantaggio, rendendo complicato il recupero sul piano psicologico. La dinamica del match, nel racconto del tecnico, ha comunque permesso di arrivare a un pari che va interpretato alla luce dell’andamento complessivo.

Il ragionamento si è poi spostato sul modo di commentare il calcio: Spalletti ha affermato che il gioco va letto nel percorso e non attraverso una “fotografia” del momento. Ha inoltre evidenziato che dati estratti per creare titoli possono generare disturbo, mentre la valutazione dovrebbe restituire correttamente il livello espresso.

Il tecnico ha riconosciuto che i calciatori hanno mostrato un bellissimo calcio. Allo stesso tempo, ha richiamato che in alcune partite sono stati commessi errori che hanno comportato conseguenze, contribuendo a determinare la situazione finale.

futuro e obiettivi juventus: costruzione della squadra e ripartenze

Spalletti ha poi dedicato spazio alla prospettiva futura legata alla Juventus. Nel suo intervento ha riportato che oggi si è parlato di costruire una squadra competitiva e ha aggiunto che, sul piano della determinazione, il gap tra posizioni come quinti o sesti sarebbe percepito come secondario rispetto alla necessità di impostare un lavoro solido.

Un passaggio centrale riguarda la forza del club sul piano della tifoseria: Spalletti ha indicato la Juventus come il club italiano con più tifosi al mondo, collegando questa condizione all’esigenza di creare i presupposti per competere contro chiunque. Il riferimento si è esteso all’idea che il numero dei sostenitori e l’amore verso la squadra impongano standard elevati, soprattutto quando la Juventus si muove.

Il tecnico ha inoltre parlato di ripartenze non limitate al campo. Nel suo racconto le ripartenze riguardano anche l’organizzazione e l’ambiente: sono stati citati esempi di elementi che alimenterebbero confusione e negatività, come frasi legate a spogliatoio spaccato, depressione o scenari di fallimento. Spalletti ha indicato come il ricorso a questi discorsi possa spostare l’attenzione e generare caciara invece di sostenere un percorso operativo.

elkann, spalletti e il carattere: obiettivo di crescita e gestione dei dubbi

Nel finale dell’intervento, Spalletti ha espresso un senso di coinvolgimento personale legato alla responsabilità verso la comunità juventina, includendo nel racconto il tema dei bambini che tifano per la Juventus e che osserva fuori dai cancelli. È stata ribadita l’impossibilità di “staccare” da questa dimensione, con una motivazione che lo porta a riflettere anche nelle ore successive.

Spalletti ha aggiunto di parlare tutte le settimane con Elkann, definendolo convinto e ricordando la presenza di indicazioni dall’alto. Secondo quanto riportato, il percorso viene impostato con fiducia, con un obiettivo di innalzamento del livello caratteriale della squadra.

Il tecnico ha spiegato che in alcuni momenti la squadra sarebbe stata preda di dubbi e avrebbe faticato a reagire. Il punto di riferimento è il carattere, descritto come una qualità importante e difficile da allenare, perché non si lavora su di esso come su aspetti tecnici o fisici. Nel ragionamento di Spalletti, il carattere mette a disposizione ulteriori risorse e influenza la personalità: la personalità può cambiare, mentre il carattere resterebbe una componente più stabile che prende il sopravvento.

Spalletti ha concluso sottolineando che tutti possono avere dubbi, ma rimanervi troppo a lungo non sarebbe costruttivo. Il campo, nella chiusura del tecnico, viene indicato come elemento capace di restituire la verità, mostrando effettivamente il livello raggiunto.

personalità citate

Luciano Spalletti e Elkann.

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Torino-Juventus, Spalletti: “Parlo sempre con Elkann. C’è un aspetto che non mi fa dormire la notte”
Luciano Spalletti intervistato da DAZN

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