Allegri Spalletti: storia di barzellette e sfide in campo

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Allegri Spalletti: storia di barzellette e sfide in campo

Una rivalità lunga, intensa e ricca di sfumature tattiche e personali torna a riaccendersi: Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti si ritrovano ancora una volta sul palcoscenico più iconico del calcio italiano, con il San Siro pronto ad accogliere un nuovo capitolo dopo anni di sfide e dichiarazioni. La loro storia, però, non nasce con le grandi corazzate: affonda le radici in un passato lontano, quando le strade si erano già incrociate in Serie C, dando forma a un confronto che nel tempo ha assunto carattere e continuità.

Allegri e Spalletti, una rivalità che parte dalla Serie c

Il racconto si collega all’epoca in cui Spalletti, alla guida dello Spezia, affrontò il club della città natale di Allegri, il Livorno, nel contesto della Serie C. Da lì, nel corso quasi di due decenni, i due tecnici hanno guidato alcuni dei club più importanti del calcio italiano, trasformando una traiettoria iniziale in una rivalità destinata a rimanere nel tempo.

Allegri attacca Spalletti: “anche come attore”

Nel campionato 2016/17, la Roma di Spalletti emerse come la principale minaccia per la Juventus, dominatrice del periodo. I due rivali si scontrarono a dicembre, e Allegri colse l’occasione per lanciare una stoccata al proprio “nemico” del passato.

Le parole attribuite ad Allegri richiamavano un’idea precisa: Spalletti sarebbe forte, con un passaggio che lo collega anche al mondo dello spettacolo, parlando di “attore” oltre che di allenatore. La risposta non tardò: Spalletti, nella replica riportata, ribaltò il riferimento sostenendo che Allegri giudicherebbe la sua capacità da “attore” perché non lo avrebbe mai sentito cantare.

spalletti risponde: “non ha mai sentito come canto”

Nella ricostruzione, Spalletti evidenziò un tono insieme personale e competitivo, definendo Allegri un grande amico e un fantastico allenatore. Al centro rimase il tema del rispetto reciproco, anche se espresso attraverso battute e schermaglie.

Higuain decide: Allegri chiude la partita e cambia il tono

Il momento di maggiore impatto, nella sequenza descritta, arriva con la vittoria che porta la firma di Gonzalo Higuain. Questo passaggio consente ad Allegri di “avere l’ultima parola” dopo gli scambi verbali e di spostare l’attenzione sul campo.

Spalletti elogia Allegri in vista del derby d’italia

Verso dicembre 2017, Spalletti si era già trasferito all’Inter. Nonostante la rivalità tra club, l’attenzione si spostò su un riconoscimento all’ex antagonista, in vista del Derby d’Italia concluso con uno 0-0.

Nelle frasi riportate, Spalletti indica Allegri come figura da non togliere dalla Juventus, citando la sua capacità di interpretare le partite. L’allenatore viene descritto anche come competente nel cambiare formazione e atteggiamento nello stesso match, con un riferimento concreto a un’ipotetica serata a Livorno a tavola, mangiando cacciucco.

risposta di allegri: “le differenze sono i capelli”

Un anno più tardi, la replica di Allegri arriva in modo leggero: alla domanda sulle differenze con Spalletti, viene citato un elemento personale, ossia l’aspetto dei capelli. Nel racconto, Allegri afferma che Spalletti non ne avrebbe più, mentre lui ne avrebbe “quasi”, aggiungendo che con l’Inter sta facendo “cose” positive.

Allegri contro Spalletti a Napoli: accuse sul controllo arbitrale

Un cambiamento netto si legge nella fase successiva. Nel settembre 2021, Spalletti aveva appena iniziato l’avventura con il Napoli, mentre Allegri era tornato alla Juventus per un secondo periodo. Il Napoli vinse allo Stadio Maradona grazie alla rete di Kalidou Koulibaly. La partita, secondo la ricostruzione, avrebbe comunque avuto polemiche: Allegri accusò Spalletti di aver provato a influenzare l’arbitraggio.

Spalletti rispose mantenendo un tono misurato, mentre Allegri descrisse la situazione come un “vero casino”. Nel racconto, Allegri sostiene di non aver mai immaginato comportamenti del genere, affermando di essersi avvicinato all’inizio e alla fine per un saluto, senza ottenere una interazione diretta.

“non c’era attrito in campo” e la battuta sui risultati

Le parole attribuite ad Allegri sottolineano l’assenza di attrito sul terreno di gioco e introducono un riferimento ai precedenti: “ho sempre perso”, e quando lui vince, Spalletti diventa quello che “tiene lezioni”. La sequenza delineata lega la disputa a una narrazione di rapporti personali e dinamiche di partita.

Maradona 2023: Napoli travolge Juventus e scatta la rincorsa

Nel gennaio 2023, il Napoli inflisse alla Juventus una sconfitta netta, con un risultato di 5-1 che allontanò definitivamente la Juventus dalla corsa. Anche in questo caso, Allegri cercò di allontanarsi rapidamente dalla scena, ma Spalletti decise di inseguirlo.

Secondo la ricostruzione, il confronto si trasformò in un momento di imbarazzo: Allegri fu costretto a uno stretto passaggio di saluto, con un “tira e molla” che si tradusse in una stretta di mano forzata.

Allegri: “solo io e lui dovevamo dire addio”

Le motivazioni riportate ruotano attorno a un dettaglio specifico: per Allegri, il fastidio nasceva dal fatto che Spalletti potesse andarsene senza salutare. Nel racconto, Allegri richiama il contesto privo di pubblico e di telecamere “con milioni di persone davanti”, sostenendo che in quel momento la chiusura dovesse riguardare solo loro due, come avviene “anche quando” la partita viene persa.

pre partita: “non amici, ma grande rispetto”

L’episodio viene preceduto da una dichiarazione pre-gara attribuita ad Allegri: lui e Spalletti non sono amici, ma si conoscono e condividono grande rispetto. Un’affermazione che riassume il tipo di relazione descritta lungo gli anni, con rispetto e schermaglie che si alternano.

personaggi citati

  • Massimiliano Allegri
  • Luciano Spalletti
  • Gonzalo Higuain
  • Kalidou Koulibaly
Luciano Spalletti and Max Allegri
Bernardeschi
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