Chivu kalulu allunga la mano verso bastoni e il retroscena con bastoni

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Chivu kalulu allunga la mano verso bastoni e il retroscena con bastoni

Cristian Chivu è tornato a parlare della vicenda Bastoni in una lunga intervista ai microfoni di Dazn, riprendendo e chiarendo le ragioni di una difesa già espressa in passato. Il racconto mette al centro la lettura di quanto accaduto dopo la partita, il ruolo del VAR nel contesto specifico e la gestione emotiva di un momento diventato oggetto di grande attenzione mediatica.

caso bastoni, cristian chivu: la scelta di difendere dopo la partita

Chivu ha spiegato di aver difeso Bastoni partendo da ciò che aveva osservato e compreso dopo l’incontro. L’analisi è stata legata a un passaggio preparatorio precedente alle interviste: circa mezz’ora prima avrebbe “pulito” le idee per capire che messaggio trasmettere. Secondo la ricostruzione proposta, si trattava di una serata particolare, soprattutto considerando quanto era avvenuto dopo le sue parole del giorno precedente.

La decisione, ha chiarito, non sarebbe nata perché Bastoni avesse bisogno di una difesa personale, ma perché ciò che si era generato avrebbe preso una direzione percepita come non accettabile. Chivu ha descritto l’impostazione del confronto, riferendosi a un’accusa costruita a partire da una simulazione e culminata nell’arrivo di un’esultanza.

var e simulazione: il punto centrale del ragionamento di chivu

Nella spiegazione di Chivu, Bastoni non avrebbe avuto responsabilità legate alla simulazione. Il nodo viene spostato su un protocollo VAR che, nel caso specifico, non avrebbe potuto intervenire. In questo quadro, Chivu continua ad affermare che Kalulu avrebbe allungato la mano verso Bastoni.

fallo kalulu, chivu: tocco leggerissimo e necessità di raccontare ciò che vede

Chivu ha affrontato anche la parte più discussa della vicenda, concentrandosi sul presunto contatto. Ha indicato che il tocco sarebbe leggerissimo, ma ha ritenuto necessario esprimere ciò che risultava osservabile. Nel commento, ha sottolineato un contrasto con il modo in cui, a suo giudizio, molti ex giocatori avrebbero mancato di trasferire pienamente le emozioni di una partita come Inter-Juve, definendo l’aspetto emotivo come “portato a livelli altissimi”.

Chivu ha dichiarato di essere arrabbiato perché il proprio giocatore sarebbe stato messo sotto pressione pubblica, descrivendo che si sarebbe verificato anche un episodio successivo in cui sarebbe accaduto ciò che lui ha definito come “tirargli i sassi”. Ha inoltre parlato di Ale Bastoni come di una persona intelligente, sottolineando l’intelligenza personale e quella legata al campo come due aspetti distinti: secondo la ricostruzione, Bastoni avrebbe compreso l’importanza della partita, ma avrebbe poi dovuto affrontare una gogna mediatica senza precedenti.

critiche ricevute, credibilità e stima dei giocatori

Chivu ha affermato che, dopo un certo punto, diventa necessario accettare che si tratti di un mondo speciale e che l’adattamento sia indispensabile, citando anche l’immagine di chi “ti mangiano i lupi”. L’obiettivo dichiarato sarebbe stato evitare di perdere credibilità e stima all’interno del gruppo.

Secondo Chivu, il messaggio di Ale Bastoni arrivato la mattina successiva avrebbe rappresentato per lui un elemento determinante. Ha descritto un lavoro di conforto e di fiducia, evidenziando che, nel contesto descritto, conterebbe soprattutto la stima dei compagni. Ha aggiunto che tenere nascosti alcuni aspetti non sarebbe semplice: lo staff avrebbe compreso che si trattava di un momento non facile, e che l’episodio negativo, nella sua lettura, non arriverebbe mai da solo, ma dentro una valanga di circostanze.

Chivu ha ricordato che Bastoni avrebbe avuto anche un infortunio nel derby e che, dopo, sarebbe andato in Nazionale, dove sarebbe accaduto di nuovo qualcosa che ha contribuito ad alimentare la difficoltà complessiva.

momento vissuto da bastoni, faccia e disponibilità al gruppo

Chivu ha posto l’accento su un aspetto che definisce centrale: “ci ha messo la faccia”. In base a quanto raccontato, sarebbe stato più semplice per Bastoni scappare e dichiarare di non stare bene, aspettando il tempo necessario. La scelta indicata è stata diversa: Bastoni non avrebbe optato per una presa di distanza, rimanendo coinvolto e cercando di rimettersi in gioco.

Chivu ha sostenuto con convinzione che tutta la squadra avrebbe apprezzato quanto Bastoni avrebbe dato anche in un periodo complicato. La ricostruzione specifica parla di una chiamata in Nazionale con le stampelle e, nel periodo con la squadra, di un’andatura in cui non sarebbe riuscito a poggiare il piede a terra. Secondo il racconto, Bastoni avrebbe comunque messo in campo faccia e disponibilità verso il gruppo.

Un passaggio importante nella narrazione riguarda anche le scelte dell’allenatore: Chivu ha indicato che sarebbe stata una decisione tecnica a stabilire che Bastoni dovesse giocare. Il punto conclusivo del racconto riguarda il modo in cui, a livello di relazione interna, sarebbero stati trovati la parola giusta e il gesto giusto per un ragazzo in difficoltà. Chivu ha dichiarato che Bastoni avrebbe percepito affetto, riconoscenza e amore dai compagni, elementi che avrebbero accompagnato la gestione del momento.

personaggi e protagonisti citati

Christian Chivu, Ale (Bastoni), Kalulu

Chivu

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