Inchiesta arbitri, Rocchi respinge le accuse: nessuna combine per favorire l Inter
Le accuse legate all’inchiesta sugli arbitri continuano a generare tensione nel calcio italiano. Al centro della vicenda compare Gianluca Rocchi, ex capo della CAN, che ha deciso di intervenire direttamente davanti ai magistrati milanesi per chiarire la propria posizione. L’oggetto dell’indagine riguarda la regolarità delle designazioni e possibili condizionamenti su episodi decisivi: un quadro che, secondo quanto emerso, ruota attorno a un’ipotesi di alterazione a favore di un club specifico.
inchiesta arbitri Rocchi rompe il silenzio e respinge le accuse
Gianluca Rocchi, indicato come figura chiave nell’area delle responsabilità legate alle scelte arbitrali, ha rotto il silenzio presentandosi spontaneamente davanti alla Procura di Milano. Secondo quanto riportato, l’ex designatore è stato ascoltato dai magistrati Maurizio Ascione e Paolo Ielo, nell’ambito di una procedura avviata su basi investigative che contestano una presunta frode sportiva.
Rocchi, assistito da un team di legali, ha ribadito l’assenza di qualsiasi coinvolgimento in condotte illecite. Durante il confronto con gli inquirenti, le sue parole avrebbero avuto un contenuto netto: nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sul VAR.
accertamenti incentrati su designazioni 2025 e presunte esclusioni
Gli approfondimenti condotti dalla Guardia di Finanza si concentrano, in particolare, sulla pianificazione dei direttori di gara in riferimento ad alcune sfide considerate cruciali per il 2025. L’ipotesi investigativa prospetta l’esistenza di un disegno finalizzato ad agevolare il club nerazzurro.
Tra gli elementi sotto esame risultano due indicazioni precise: la designazione di Andrea Colombo per un match esterno a Bologna e, sul versante opposto, la contemporanea esclusione di Daniele Doveri dai big match e dalla finale di Coppa Italia della stagione 2024/2025.
bussate di Lissone e rigore Udinese-Parma sotto la lente
Le indagini attribuiscono rilievo anche a presunte pressioni rivolte alla sala tecnologica di Lissone, descritte come “bussate”. Il punto contestato riguarda un calcio di rigore non assegnato all’Udinese nella sfida contro il Parma.
registro degli indagati, deposizioni e prossima decisione giudiziaria
L’inchiesta, nata nell’autunno del 2024 dopo un esposto presentato da un avvocato veneto, vede iscritti nel registro degli indagati anche ulteriori figure. Tra i nomi indicati rientrano l’ex supervisore Andrea Gervasoni e i varisti Paterna, Nasca e Di Vuolo.
Le ultime settimane avrebbero registrato un’intensa attività istruttoria, con deposizioni che includono figure di rilievo. Tra queste, risultano richiamati Alfredo Trentalange (ex presidente AIA), Antonio Zappi e Giorgio Schenone, manager dell’Inter.
Ora l’ufficio giudiziario guidato da Marcello Viola si prepara a chiudere il cerchio. La decisione sul rinvio a giudizio oppure sull’archiviazione del fascicolo arriverà a giorni, verosimilmente prima del 15 luglio, termine indicato per il passaggio di Ascione dalla Procura di Milano alla Procura Europea. In parallelo, secondo quanto riferito, verrà definito anche il destino del fascicolo connesso indirizzato alla Procura della FIGC.
persone citate nell’inchiesta e nel procedimento
Nel quadro descritto compaiono i seguenti nominativi:
- Gianluca Rocchi
- Maurizio Ascione
- Paolo Ielo
- Marcello Viola
- Andrea Colombo
- Daniele Doveri
- Andrea Gervasoni
- Paterna
- Nasca
- Di Vuolo
- Alfredo Trentalange
- Antonio Zappi
- Giorgio Schenone
