Jacobelli Mondiali: critica alle favorite e battuta sullItalia, Infantino poteva evitarla

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Jacobelli Mondiali: critica alle favorite e battuta sullItalia, Infantino poteva evitarla

Xavier Jacobelli, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24, ha affrontato diversi temi legati ai Mondiali. Le sue parole hanno toccato sia l’andamento del torneo, sia le scelte organizzative e le questioni sollevate dal presidente FIFA Infantino, con riferimenti a episodi e condizioni vissute dalle delegazioni.

mondiali: la fase di rodaggio e le squadre che stanno impressionando

Partendo dal quadro generale, Jacobelli ha richiamato un punto sottolineato anche da Ancelotti dopo il pareggio del Brasile contro il Marocco: la competizione non si vince alla prima giornata. Secondo il giornalista, esiste una fase di rodaggio che risulta particolarmente lunga, soprattutto per via della nuova formula.

Un aspetto centrale indicato riguarda la presenza di 48 squadre nella fase finale. Il torneo, secondo quanto ricordato, è scattato l’11 giugno e si concluderà il 19 luglio. Inoltre, al turno successivo passeranno le prime due di ogni girone e anche le terze migliori otto, elementi che, di fatto, garantiscono margine di manovra e tempo per raggiungere la miglior condizione.

Nel merito delle prestazioni, Jacobelli ha evidenziato che Inghilterra, Francia e Argentina hanno suscitato le impressioni migliori. Al contrario, Spagna e Portogallo avrebbero ancora bisogno di rodaggio, mentre sul Brasile ha espresso una valutazione orientata alla crescita: l’idea è che la squadra possa carburarare in tempi più rapidi grazie all’organico a disposizione di Ancelotti.

mondiali: i protagonisti attesi che stanno rispettando le aspettative

Jacobelli ha poi collocato l’analisi sul piano dei protagonisti, sostenendo che il torneo starebbe rispettando le attese dal punto di vista dei nomi più attesi. In particolare, ha citato Messi, che ha eguagliato Klose per numero di reti ai Mondiali, arrivando a 16, e ha ricordato anche le 120 reti totali nelle 200 partite disputate con l’Argentina.

Nel quadro dei grandi marcatori, Jacobelli ha collegato anche le prestazioni di Haaland e Kane, descrivendo un avvio efficace con l’idea di “due colpi” e sottolineando la continuità realizzativa. Lo stesso ragionamento è stato esteso a Cristiano Ronaldo: pur menzionando una partita non particolarmente brillante contro la Repubblica Democratica del Congo e sottolineando il tono complessivo del Portogallo, Jacobelli ha indicato che per Ronaldo si tratterebbe di tempo prima di entrare nella forma migliore.

infantino: battute, discriminazioni e rilievi sui contesti delle delegazioni

Il confronto con Infantino è entrato nel vivo su un altro fronte. Jacobelli ha criticato l’atteggiamento del presidente FIFA: la battuta citata da Infantino, secondo il giornalista, avrebbe fatto ridere soltanto lui. Il nodo, nel discorso riportato, riguarda la necessità che Infantino affronti discriminazioni subite da atleti e giocatori della delegazione iraniana.

Jacobelli ha collegato la questione anche a quanto sarebbe accaduto in occasione di una perquisizione alla frontiera in Uzbekistan riguardante Cannavaro. Un ulteriore episodio citato riguarda il Belgio: sarebbe stato inserito un metal detector sotto le scarpe di De Bruyne, portato come esempio di controlli percepiti come invasivi.

condizioni delle squadre: iran in Messico e trasferimenti per la gara

Nel passaggio più dettagliato, Jacobelli ha riportato che l’Iran sarebbe stato costretto ad acquartierarsi in Messico, con una programmazione complicata: 5 ore di viaggio per raggiungere Los Angeles prima di giocare. Dopo la partita, la squadra sarebbe stata immediatamente rispedita in Messico.

Nel merito della preparazione, la domanda posta nel discorso riguarda la reale idoneità di tali condizioni per preparare una partita di una fase finale di un Mondiale. Jacobelli ha messo al centro questo aspetto come punto che Infantino dovrebbe chiarire.

allargamento a 48 squadre: obiettivo elettorale e impatto positivo per il calcio

Jacobelli ha collegato l’allargamento a 48 squadre a una motivazione politica, descrivendola come risposta a una manovra elettorale di Infantino. L’idea spiegata è che ogni voto equivale a un riconoscimento per le nazioni “testate” dalla FIFA, per cui l’aumento del numero di squadre includerebbe anche Paesi che storicamente non hanno vissuto grandi epopee mondiali, trovando comunque spazio.

Pur confermando un giudizio positivo sull’effetto complessivo, Jacobelli ha ribadito la necessità di dire le cose come stanno anche quando la prospettiva organizzativa viene presentata in modo differente. In chiusura ha ironizzato sul fatto che, se dipendesse da Infantino, l’organizzazione del torneo potrebbe proseguire anche “domani”, collegando l’immagine alla possibilità di ottenere voti.

Personaggi e nomi citati

  • Xavier Jacobelli
  • Carlo Ancelotti
  • Messi
  • Klose
  • Haaland
  • Kane
  • Cristiano Ronaldo
  • Infantino
  • Cannavaro
  • De Bruyne

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