Juventus Under 16, mister Gridel: Guardiola e Simeone i riferimenti, cresciuta nella gestione dei rapporti
La finale Scudetto in programma lunedì 22 giugno a Forlì alle ore 20:00 mette di fronte Juventus Under 16 e Inter. Alla vigilia del confronto, il tecnico bianconero Alessandro Gridel, classe 1997, ha raccontato il proprio percorso professionale e l’impostazione con cui guida la squadra dei 2010, in un’intervista che tocca origini in campo, crescita in panchina e risultati della stagione corrente.
juventus under 16, la vigilia della finale scudetto e le parole di alessandro gridel
Con l’obiettivo di arrivare preparati all’appuntamento di Forlì, Alessandro Gridel ha ripercorso tappe fondamentali del suo lavoro: dall’inizio dell’attività in panchina fino all’approdo alla Juventus. Nel corso del confronto sono stati affrontati diversi aspetti, tra cui la costruzione del percorso di crescita dei ragazzi, i riferimenti nel mondo del calcio e l’analisi di una stagione che ha alternato grandi serie di vittorie a momenti in cui è arrivata la sconfitta.
alessandro gridel: dall’infanzia da trequartista al primo approccio all’allenamento
La storia sportiva di Gridel parte da un periodo in cui ricopriva il ruolo di trequartista e giocava nel San Luigi a Trieste. Nel richiamo a un’intervista precedente, emerge un tratto già presente in età giovanissima: la capacità di parlare della partita con un linguaggio da allenatore, unita a un modo di esprimersi lucido e diplomatico.
Alla domanda su un’eventuale predisposizione all’allenamento già a tredici anni, la risposta è stata netta: non si trattava di un ruolo da “allenatore” in senso pieno, ma era presente l’interesse nel valutare ciò che veniva richiesto e nel comprendere perché si prendessero certe decisioni in campo. L’idea di vivere il calcio dopo l’esperienza da giocatore era già in nuce, con l’aspettativa di continuare per molti anni.
carriera da allenatore: san luigi, under del settore giovanile e passaggio all’udinese
Il debutto come allenatore avviene proprio al San Luigi di Trieste, dove Gridel si alterna tra attività da giocatore e incarichi da tecnico nelle varie under del settore giovanile. In questa fase si rafforza anche l’idea di un approccio innovativo, basato sulla capacità di prendere spunto da ciò che si osserva e di adattare le proposte alle caratteristiche del gruppo.
la scelta tra giocare e allenare e l’arrivo in serie a con l’udinese
Dopo alcune esperienze, la decisione di smettere di giocare arriva con la chiamata dell’Udinese. Gridel racconta la necessità di scegliere tra le due attività, sottolineando che in Serie A, con l’Udinese, non sarebbe stato possibile continuare a giocare: da quel momento ha preso forma un percorso diverso, in una società di Serie A ma con un livello descritto come inferiore rispetto alla Juventus per organizzazione, numero di persone coinvolte e quantità di informazioni.
Per il tecnico, l’elemento più rilevante di quella fase riguarda il salto nella gestione dei rapporti: confrontarsi con molte persone, assorbire contributi diversi e coordinarsi con staff, responsabili e giocatori rappresenta una delle principali aree di miglioramento. Il livello di qualità dei ragazzi viene inoltre indicato come elevato, con caratteristiche e sfumature “sottili” in campo, spesso riferite a calciatori legati alla Juventus e con esperienze in Nazionale, descritti come intelligenti calcisticamente e non soltanto sul piano tecnico.
riferimenti di gioco: guardiola e l’idea di adattare, senza copiare
Nell’analisi della proposta della squadra, Gridel richiama un’impostazione fatta di calcio avvolgente, basato su possesso palla e su momenti in cui l’avversario fatica a uscire dall’area di rigore. A livello di ispirazione, il riferimento principale indicato è Guardiola, citato come figura capace di portare innovazioni: dall’idea di gioco del Barcellona fino alle esperienze al Bayern Monaco e al Manchester City.
un mix di idee e un obiettivo diverso: crescita e percorso juventino
Pur riconoscendo l’importanza delle proposte di Guardiola, Gridel specifica che l’intento non è “copiaincolla”. L’approccio dichiarato consiste nel prendere alcune idee da Guardiola e altre ispirazioni da Luis Enrique, Arteta e Simeone, valorizzando anche la differenza tra sistemi e principi.
La chiave sta nell’adattamento al contesto: Gridel indica che per Guardiola la priorità è vincere la partita, mentre per il lavoro alla Juventus l’obiettivo è far sì che il giocatore continui il percorso, cresca anno dopo anno fino ad arrivare in Serie A. Da qui deriva l’esigenza di adattare ciò che funziona, in base all’età dei ragazzi e agli scopi del gruppo.
stagione corrente: numeri, sconfitta e valore formativo per juventus under 16
La stagione descritta da Gridel si articola in una sequenza di risultati molto significativa. I numeri citati parlano di quattordici vittorie